Homepage

IT  |  DE  |  FR  |  EN      CERCA
www.turismo.como.it » Lago di Como » Menaggio Storia

Storia di Menaggio

La toponomastica ed i pochi ritrovamenti a Nord del territorio di Menaggio permettono di affermare che la zona fu abitata da genti celtiche non stanziali, provenienti dal Nord delle Alpi, che, unendosi al preesistente sostrato etnico Ligure preindoeuropeo, diedero vita alla civiltà di Golasecca; verso la fine del IV sec. a.C. si insediarono le tribù galliche, che furono sottomesse ai Romani a partire dal 196 a.C., con la vittoria di Claudio Marcello sugli insubri ed i Comensi.

Del periodo romano esistono testimonianze più cospicue, dalle lapidi (di cui la più importante è quella di Lucius Minicius Exoratus), ai ritrovamenti di tombe. Nel 386, con l’istituzione della Diocesi di Como sotto il vescovo Felice, Menaggio divenne capopieve: la chiesa plebana era retta da un "Presbiter", che con il tempo divenne "Arciprete", officiante nella Chiesa di S. Stefano, mentre il battistero era collocato a San Giovanni al lago, dato che solo dopo essere stati battezzati si poteva accedere ai culti.

Ai Romani seguirono dal 476, i Goti, poi dal 535 al 568 i Bizantini, e quindi i Longobardi; dopo di loro incominciò il vasto fenomeno delle concessioni feudali da parte dei re franchi, degli italici ed, infine, degli Ottoni. In epoca longobarda, il sistema difensivo costituiva una vasta rete strategica, in cui i capisaldi militari avevano il solo scopo di sbarramento e di segnaletica e non di protezione dei villaggi, per questo motivo castelli edificati in quell’epoca non comprendevano mura o torri a protezione dei paesi; da ciò si evince che la rocca di Menaggio, (anno in cui i Menaggini usarono il campanile di San Giovanni come torre contro i Comaschi), si ampliò con mura e due torri a lago, solo dopo il 1124.

Dal 1118 al 1127 Menaggio fu coinvolta nella guerra decennale tra Como e Milano; nel 1295 il Castello fu consegnato a Matteo Visconti.

Dal XIV all’inizio del XVI sec. si susseguirono eventi bellici per il predominio sul Lario: i Visconti, lotte fra i Rusconi e i Vittani, Ludovico il Moro e il dominio sforzesco, i Francesi. Nel 1516 i Grigioni misero a fuoco Menaggio, una prima volta, e una seconda, nel 1521 ed è intorno a quegli anni che il castello fu distrutto.

Nel 1525 iniziò la dominazione spagnola, con un notevole peggioramento delle condizioni di vita, che durerà fino al 1714; in quei due secoli le terre lariane, compresa Menaggio, furono infestate dal brigantaggio.

Sotto il primo dominio austriaco la vita migliorò, poi vennero i Francesi, contro i quali Menaggio, che da sempre era stata loro alleata, divenne un vero e proprio centro insurrezionale, guidato da Agostino Capelli, che però aveva intendimenti più predatori che politici.

Con la creazione del Regno d’Italia (1805) la cittadina divenne sede di Viceprefettura e Giudicatura di Pace. Instauratosi il dominio austriaco, dopo il 1814, con la creazione del Lombardo-Veneto, Menaggio aderì con forza alle idee risorgimentali, tanto che ad Alfredo Rezia, dopo il 1848, fu affidato il comando della piazza di Como; nel 1859 Menaggio fu il centro insurrezionale del Comasco, con sede del Commissario Regio, Visconti Venosta.

Con l’avvento dello stato unitario la vocazione turistica di Menaggio si afferma in modo netto, sia con la costruzione dei due grandi alberghi – Victoria e Menaggio – sia con l’edificazione di ville, soprattutto a Loveno. Menaggio, fortunatamente, fu solo sfiorata dalle due guerre mondiali, salvo avere dato alla Patria numerosi suoi uomini; tra il 1916 ed il 1917 il generale Luigi Cadorna fece costruire un sistema di fortificazioni a linee multiple sul Monte Crocetta: esse facevano parte del sistema difensivo delle Alpi Centrali.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, a Menaggio, per la sua fortunata posizione, giunsero molti sfollati, aziende ed istituti milanesi che vi istituirono le loro sedi provvisorie, tra cui la Snia Viscosa ospite all’Albergo Victoria e le Marcelline al Bellavista.

La notte del 26 aprile 1945 Mussolini dormì presso la sede delle Brigate Nere, nelle Scuole Elementari, prima di tentare la fuga; poco dopo 200 partigiani, guidati dal Ten. Col. della GDF Luigi Villani, liberarono Menaggio.

Il dopoguerra segnò la rinascita del paese e la forte ripresa di quella vocazione turistica che gli era stata riconosciuta in un decreto ministeriale del 1927.

dott. E. V.